Una fotografia è per sempre

Instagram e Facebook non possono rimanere la nostra unica memoria fotografica. Il passaggio lento da uno scatto allo sviluppo di un rullino, quel paio di giorni d’attesa che tutti abbiamo vissuto almeno una volta se abbiamo sopra i vent’anni, alimentava la voglia di memoria. La volontà di immortalare e incorniciare una fotografia, un momento di vita. Lo stesso concetto che ha rilanciato il Dottor Vinton “Vint” Cerf, vicepresidente di Google da ormai un decennio, parlando del rischio concreto di un “buco nero”.

“Proiettandoci fra 3000 anni nel futuro, dobbiamo domandarci: come preserviamo tutti i bit di cui avremo bisogno per interpretare correttamente gli oggetti che abbiamo creato? Senza neanche rendercene conto, stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che rischia di diventare un buco nero dell’informazione. Nei secoli a venire chi si farà delle domande su di noi incontrerà delle enormi difficoltà, dal momento in cui la maggior parte di ciò che ci lasceremo dietro potrebbe essere solo bit non interpretabili”.

“Negli anni Ottanta, era routine salvare i documenti sui floppy disk, caricare il videogioco “Jet Set Willy” da una cassetta al Sinclair ZX Spectrum, uccidere alieni con un joystick Quickfire II, e avere delle cartucce Atari Games in soffitta. Oggi, anche se i dischetti e le cassette sono in buone condizioni, in molti casi l’equipaggiamento necessario per utilizzarli si trova principalmente solo nei musei. Il mondo digitale ci ha sedotto con l’idea che il bit sia immortale, motivo per cui quando abbiamo qualcosa a cui davvero teniamo, corriamo subito a digitalizzarlo: foto, vecchi filmati di famiglia, lettere d’amore, documenti notarili”. Ma attenzione perché tutto può decadere e andare in putrefazione.

Secondo Vincent Cerf c’è una sola via d’uscita: cominciare a porsi il problema di cosa significhi preservare il digitale. Creare dei manoscritti digitali che siano leggibile anche fra 100, 1000, 2000 anni. Ritornare a stampare e sviluppare le proprie fotografie. Come vi permette di fare anche il negozio di Tano Pecoraro Fotografia in via Sestri. Che voi abbiate un telefono, una scheda SD, una Pennetta USB: da qualsiasi piattaforma le fotografie saranno convertibili sulla cellulosa. Un ritorno al passato per conservare il futuro.